ACCREDITIAMOCI… non compriamoci i crediti…

Prendiamoci un attimo per riflettere e proviamo ad uscire dalla logica di comprare crediti formativi, al solo fine di arrivare a fine anno, con i numeri giusti richiesti dall’Ordine professionale degli assistenti sociali.
In fondo parliamo di 60 crediti in tre anni. Neanche molti se in essi intravedessimo una reale attività formativa e non solo un obbligo imposto dall’alto. Se cogliessimo l’opportunità di crescita professionale forse ci renderemmo conto che sessanta crediti sono anche pochi, e potremmo desiderare finalmente di investire in un’attività formativa economica ma soprattutto utile. In fondo entrambi sono anche una questione di costi sia finanziari che di tempo, e quindi perché non ragionarci un po’meglio?

Prima di tutto ragioniamo sul CREDITO

Accreditare significa:
transitivo
Rendere credibile, avvalorare.
intransitivo pronominale
Di persona, acquistare credito, stima.

In entrambi i casi si parla di VALORE.
Quindi, se il corso che acquisto è stato avvalorato con tot crediti, mi darà l’opportunità di acquistare “credito” e stima proporzionalmente con ciò che avrò appreso.
Questo ragionamento ha senso in primis per l’assolvimento dell’obbligatorietà categoriale professionale che è legge, ma entra in crisi nel momento in cui ciò che acquisto non offre il VALORE per il quale io mi sono accreditato. In questo ultimo caso non sarà il numero finale di crediti che ho acquisito a rendermi soddisfatto dell’esperienza formativa.

E di cosa oggi avremmo bisogno per essere soddisfatti professionalmente per l’aver acquistato VALORE ?

Vi sono almeno tre macro categorie di bisogni formativi evidenti anche se poco disquisiti:

  • bisogni di certezze nella pratica di un lavoro sociale sempre più bistrattato e disconosciuto
  • bisogni di conoscenze maggiori e innovative per continuare ad operare nella condizione ad altissima complessità tipica del nostro lavoro che si inserisce in un sistema socio-politico-economico sempre più difficile.
  • bisogni di riconoscimento e posizionamento professionale

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Ognuno di questi bisogni meriterebbe un ulteriore riflessione e approfondimento specifico ma non è questa la sede; ciò che conta è che essi vengono costantemente evidenziati, anche se in modo molto diverso, da ogni fascia di professionisti: i dipendenti pubblici, i dipendenti del terzo settore e anche dai liberi professionisti.

In sostanza c’è bisogno di sentirsi PROFESSIONISTI acquisendo METODI basati su CONOSCENZE PROFONDE E INNOVATIVE e soprattutto TRASVERSALI, utili in qualsiasi contesto e su qualsiasi target di intervento, al di là dell’area in cui operiamo. Continuare a concentrasi settorialmente sulla propria area di appartenenza da la percezione di acquisire conoscenze legislative specifiche o pratiche di azione ma poi, una volta usciti da lì, cosa ci resta?

Ben poco, in quando ci manca un modello di riferimento e un metodo che non frammenti il mio lavoro e soprattutto la persona di cui mi prendo cura. Resta allora l’esigenza di continuare a conoscere chi sono come professionista al di là di quel pezzo particolare che tocco ogni giorno con mano che forse mi preclude una visione più ampia del mio stesso lavoro professionale.

E quando dico CONOSCENZE PROFONDE vorrei porre l’accento anche sull’importanza di essere un po’più filosofi di vita e di relazioni umane (e sottolineo umane perché di umanità ce n’è sempre meno in questa società speculativa capitalistica sull’orlo del tracollo) ma anche più sociologi, in termini di politica sociale per comprendere al meglio e continuare a riflettere in modo nuovo e aperto sul vicino domani.

Un domani sempre più lontano ed incomprensibile per gli adulti di oggi in cui le tecnologie stanno velocemente modificando ogni angolo della nostra vita, scardinando totalmente gli schemi e i modelli di vita, dando luogo ad un sempre crescente disorientamento.
Per questo il lavoro sociale acquisisce il ruolo privilegiato di osservatore dei nuovi mutamenti sociali ma per divenire attore protagonista si necessita di uno sforzo maggiore anche in termini di una formazione più elevata e innovativa.

 

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